mercoledì 29 aprile 2020

STEP #12: Dal pensiero medioevale al pensiero moderno

Per analizzare a fondo il significato del termine "Acqua" non è sufficiente pensare all'utilizzo pratico di questo elemento nella vita quotidiana. È anche necessario approfondire le sue declinazioni simboliche.  In particolare, a livello iconografico l'Acqua ha da sempre rivestito un ruolo primario della liturgia cristiana, soprattutto come simbolo di purificazione, di catarsi spirituale.

"Di lui è il mare ed egli lo ha creato e le sue mani hanno fissato la terra. Ma coloro, i quali ammettono che col termine di acque poste sopra i cieli si devono intendere gli angeli, sono indotti a questa teoria dalla legge dei pesi degli elementi e non riescono a capacitarsi che sia stato possibile collocare la natura fluida e pesante delle acque nelle parti più alte del mondo"


La Città di Dio, Sant'Agostino, 426 d.C.
In tale contesto viene dunque spontaneo analizzare il termine protagonista del blog nella Filosofia Medioevale, il primo grande ripensamento della filosofia classica greca e latina, in seguito alla nascita del Cristianesimo. Esponente più noto di questa stagione filosofico-teologica è senza dubbio Sant'Agostino d'Ippona, padre della Chiesa e vescovo neoplatonico che fu in grado di coniugare perfettamente la filosofia greca con la fede cristiana. Nella "De civitate dei" o meglio conosciuta come la "Città di Dio" leggiamo quella che è la considerazione di Sant'Agostino sull'Acqua. Egli si scaglia contro coloro che negano la genealogia di questo composto da parte di Dio. Questi, basandosi sulla densità dei corpi, non comprendono come l'Acqua pesante possa occupare le parti più alte dei cieli. La posizione sopraelevata dell'Acqua nel cielo ci fa tuttavia comprendere l'importanza che essa riveste nella vita di ogni essere umano.



L'Acqua nell'età moderna 
Il Bonheur lacustre e il Malheur oceanico


Il concetto di Acqua nella Filosofia Moderna è approfondito in maniera significativa dal filosofo, scrittore e musicista svizzero Jean Jacques Rousseau. L'opera del filosofo calvinista è infatti attraversata da un'evidente predilezione per l'elemento acquatico, ravvisabile già nel XII libro de "Le confessioni". In tale contesto l'Acqua viene descritta come elemento affascinante che non si può definire.
«Ho sempre amato l’acqua con passione, e mi basta vederla per immergermi in una fantasticheria deliziosa» 
Jean-Jacques Rousseau (Ginevra, 1712 - Ermenonville, 1778)
Senza analizzare la frase da un punto di vista psicologico, è facile comprendere l'effetto e la forte evidenza simbolica che particolari paesaggi possono assumere. Un paesaggio può alimentare un sentimento nostalgico, produrre forti emozioni dell'animo del singolo individuo. Tuttavia, come afferma Rosseau nulla è paragonabile al distendersi su una barca, al lasciarsi cullare dalle onde di un fiume e al rivolgere gli occhi al cielo e alla trasparente e limpida distesa d'acqua che ci circondano.  
Una preferenza tale da non potere semplicemente derivare dalle vicissitudini personali di Rousseau. 

Già nel 1747, ben trentacinque anni prima dalla pubblicazione delle Confessioni, il filosofo svizzero aveva iniziato la sua analisi sull'Acqua. All'interno de "Les Institutions chimiques" , un monumentale scritto giovanile molto trascurato dalla critica, egli aveva messo in luce la natura bivalente di tale composto chimico. 
Una sostanza difficile da indagare, la più importante per la sopravvivenza delle "vere macchine idrauliche", ossia gli uomini, caratterizzata dalla trasparenza

Ma per quale motivazione Jean-Jacques Rousseau mette l'accento su tale caratteristica?
Si tratta di una peculiarità in cui convergono e si armonizzano le istanze scientifiche ed etiche: la trasparenza è infatti causata dalla fluidità di tutti quegli elementi contraddisti da un'unione immediata. Da queste poche considerazioni si comprende dunque il ruolo da protagonista dell'elemento acquatico nella vita rousseauiana, ma non solo. La vista del paesaggio ginevrino , i suoi laghi in cui rifugiarsi dall'odissea quotidiana sono solo alcune scene che permettono all'uomo di trovare un porto sicuro dalle tempeste che ogni giorno si ritrova ad affrontare.  

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