giovedì 14 maggio 2020

STEP #15: L'ACQUA E I LIMITI DELLO SVILUPPO

Autori di "The Limits to Growth"
Sono passati quasi cinquant'anni da quando Donella Meadows ha pubblicato "Il rapporto sui limiti allo sviluppo", un libro al tempo quasi profetico e a tratti catastrofista che mirava a mettere in guardia ogni popolo sullo stato di salute del pianeta e delle sue risorse. "Badate che il pianeta è limitato, e lo sviluppo economico e soprattutto sociale non può proseguire molto a lungo senza andare a scontarsi con i confini fisici del pianeta". Questo era quanto Dennis Meadows, Jørgen Randers, William Behrens e la stessa Donella affermavano già nel 1972.

Il ruolo dell'Acqua nei limiti allo sviluppo


Rapporto Limiti allo sviluppo del Club di Roma
Le loro erano solo idee e suggerimenti che tentavano di preparare ogni singola persona sui problemi che presumibilmente il pianeta Terra si sarebbe trovato a fronteggiare nel giro di pochi anni. E già all'epoca si discuteva sulla questione dell'Acqua. Se da una parte l'Acqua poteva rappresentare il perfetto alleato dell'uomo per produrre energia in maniera sostenibile, era pur vero che si trattava di una risorsa limitata. Un eccessivo tasso di crescita demografico non avrebbe fatto altro che scontrarsi con il limite delle risorse naturali, presenti in quantità finite e non incrementabili.  Quella appena descritta è esattamente la situazione in cui viviamo noi oggi. Sprechiamo acqua senza pensare che più di un quarto della popolazione mondiale vive in condizioni di scarsità idrica e che un giorno questo potrebbe accadere anche a noi. Molti non riflettono nemmeno su questa possibilità. Come sarebbe possibile che una società così avanzata e iperconnessa come la nostra, possa un giorno non riuscire più a soddisfare la domanda pro capite di acqua? 

Come si evince dal grafico la pressione demografica non fa altro che portare ad una riduzione delle risorse naturali. E come descritto dalla dottrina malthusiana, più cresce la popolazione più le risorse scarseggiano. Troppa acqua viene sprecata e forse un giorno i limiti terrestri verranno superati e  assisteremo ad un declino incontrollato della popolazione e della capacità industriale.


L'acidificazione degli oceani

 

Sbiancamento della Barriera Corallina

Ma la presenza dell'Acqua ne "I limiti allo sviluppo" non termina qui. Oltre al suo eccessivo consumo, occorre tenere in considerazione i danni che le acque oceaniche subiscono a causa dell'eccessiva industrializzazione del pianeta. L'aumento della CO2 nell'atmosfera è la causa prima dell'acidificazione degli oceani. Barriere coralline a rischio, diminuzione delle risorse ittiche e trasformazione degli habitat marini sono solo alcune delle conseguenze.




Verso un'energia pulita e rinnovabile

 

  
Il futuro del nostro pianeta

Raggiungere un equilibrio tra uomo e ambiente è ancora possibile. Per ridurre le concentrazioni di anidride carbonica nell'atmosfera è bene prediligere energia pulita. È la tra le fonti di energia rinnovabili va considerata certamente l'Acqua. Come già discusso in L'Ingegneria dell'Acqua, tale composto chimico può essere un prezioso alleato per prenderci cura del nostro pianeta. A patto che non venga inutilmente sprecata!



Sitografia:


martedì 12 maggio 2020

L'Acqua che sprechiamo

Gabriele Galimberti, il fotografo che racconta lo spreco dell'Acqua

Gli aridi campi di Pienza in Toscana alla fine della calda estate del 2017
Campi sbiancati dal sole alle Crete Senesi in Toscana nell'estate del 2017
L'acqua potabile delle fontane toscane che scorre ininterrottamente 
Un rubinetto che perde può far sprecare fino a 20.000 litri d'Acqua l'anno
Il risciacquo dei piatti in un lavandino fa sprecare fino a 38 litri d'acqua a ogni lavaggio 

L'Acqua è nelle nostre mani

L'impegno di Finish contro lo spreco d'Acqua 

"L'Acqua è nelle nostre mani" è un progetto presentato da Finish,  in collaborazione con il FAI, Fondo Ambiente Italiano, Bosch e Future Food Institute per sensibilizzare la popolazione sull'importanza di un corretto utilizzo dell'Acqua. La nostra risorsa più preziosa che, se non preservata, rischia di esaurirsi e compromettere il futuro di ogni singolo essere vivente.

Il progetto, finanziato dal marchio italiano di detergenti, mira a diffondere una giusta cultura sul'uso dell'Acqua al fine di ridurne al minimo gli sprechi. Ebbene si, quella dell'Acqua è una vera e propria cultura, un insieme di conoscenze intellettuali e di giusti comportamenti che dovrebbero contraddistinguere il nostro mondo. Con poche semplici abitudini sarebbe possibile ridurre il consumo di Acqua, abbassando inevitabilmente quelli che sono i litri che ogni italiano consuma quotidianamente. Chiudere il rubinetto mentre si utilizzano spazzolino e dentifricio, evitare il flusso di acqua mentre si fa uso di shampoo e bagnoschiuma: due semplici accorgimenti che cambierebbero la sorte della fonte di vita più preziosa che abbiamo. Come enfatizzato poi dallo spot pubblicitario non dovremmo sciacquare i piatti prima di metterli in lavastoviglie. In questo modo ognuno di noi risparmierebbe 38 litri di acqua alla volta. Basta sprechi!


Sitografia:

giovedì 7 maggio 2020

STEP #14: L'acqua in un fatto di cronaca

 I PFAS: un nemico invisibile

La contaminazione, gli effetti sulla salute e il monitoraggio

Un articolo di Franco Pepe sul biomonitoraggio sull'Arena di Verona

Un articolo di Matteo Carollo sugli effetti degli PFAS sulla salute
I PFAS, Sostanze PerFluoro Alchiliche, sono composti chimici utilizzati in campo industriale per rendere resistenti alla degradazione i materiali. A partire dagli anni Cinquanta, i PFAS sono divenuti i protagonisti dell'industria chimica, facendo la loro comparsa nella filiera di concia delle pelli, nel trattamento di tappeti, nel rivestimento di padelle antiaderenti, nella produzione di carta e cartone per uso alimentare etc. 
Come conseguenza dell'estensiva produzione e utilizzo di PFAS sono state rilevate concentrazioni significative nelle falde acquifere e successivamente negli organismi viventi.
Preoccupante è il caso del Veneto in cui sono state ritrovate alte percentuali di tali composti chimici nelle acque sotterranee e successivamente nelle acque superficiali.

Legambiente Veneto: i cittadini chiedono giustizia

Acido Perfluoroottansolfonico



Sebbene si stia tuttora indagando sugli effetti sulla salute, è accertata la cancerogenità degli PFAS. Essi intervengono sul sistema endocrino, compromettendo crescita e fertilità. Si sostiene che la prolungata esposizione a tali sostanze possa poi portare all'insorgere di tumori ai reni e ai testicoli, di malattie tiroidee e cardiovascolari, a coliti ulcerose e a ipertensione gravidica. Si sta infine ipotizzando una possibile correlazione tra malformazioni e patologie fetali ed esposizione a PFAS. 



Gli effetti sulla salute associati all'esposizione a PFAS

 Sitografia:

STEP #13: L'Ingegneria dell'Acqua

Così importante nella vita umana, così fondamentale nell'impiantistica civile e industriale


Nesso acqua-energia



 L'Acqua non è solo una risorsa fondamentale per la vita di ogni singolo essere vivente, ma anche fonte di energia pulita e rinnovabile. Sebbene si viva in un mondo tecnologicamente avanzato, sarebbe errato pensare che lo sfruttamento delle potenzialità di tale composto chimico sia necessariamente legato ad ingenti opere moderne. L'idea di utilizzare la forza di impatto dell'Acqua per azionare macchinari e utensili risale infatti ai tempi più remoti e la nascita dei primi mulini a circa 2000 anni fa. Oggi tuttavia l'impiego principale dell'Acqua riguarda la produzione di energia elettrica.




Attraverso un suo sapiente utilizzo è infatti possibile soddisfare il fabbisogno di migliaia di famiglie in maniera del tutto ecosostenibile, valorizzando il territorio e riducendo i processi di inquinamento. Analizzando dunque il ruolo dell'acqua nell'ambito ingegneristico non possiamo fare a meno di citare l'Idraulica, ossia la scienza che, basandosi sulla meccanica dei fluidi, si occupa dello studio del comportamento dei liquidi. Come poi si evince facilmente dal termine, tale disciplina si interessa particolarmente dello studio dell'Acqua, come sostanza che, scorrendo all'interno delle tubature, può soddisfare le esigenze di ogni singolo individuo.

Definizione del termine "Idraulica"


La centrale idroelettrica 

Centrale idroelettrica Angelo Bertini a Porto d'Adda
L'Ingegneria Idraulica vede la sua massima realizzazione nelle centrali idroelettriche, una serie di opere disposte secondo una precisa successione, attraverso cui è possibile sfruttare l'energia potenziale gravitazionale dell'acqua immagazzinata per produrre energia elettrica.
Ma entriamo un po' più nello specifico. 

Turbina idroelettrica
L'acqua utilizzabile viene raccolta all'interno di bacini idroelettrici, naturali o artificiali. Per sfruttare il suo potere essa viene incanalata all'interno di specifici canali di derivazione caratterizzati da una forte pendenza. Le condotte forzate, normalmente tubazioni in metallo o calcestruzzo, consentono così la trasformazione dell'energia potenziale gravitazionale in energia cinetica. La massa d'acqua in movimento mette in rotazione una turbina, la quale a sua volta induce il movimento dell'albero di un generatore. L'alternatore, sfruttando il fenomeno dell'induzione elettromagnetica, consente in questo modo la produzione di elettricità. La corrente prodotta viene poi fatta passare in un trasformatore, al fine di abbassarne l'intensità, innalzandone la tensione.


Alternatore trifase

Ciò che occorre precisare è che una centrale idroelettrica si basa sulla continua trasformazione dell'energia. L'energia potenziale della massa d'acqua in cima ad una montagna viene trasformata in energia cinetica attraverso le condotte forzate. L'energia associata al movimento viene poi convertita in energia meccanica, intesa come energia di rotazione di una turbina. Come ultimo step, l'energia meccanica viene trasformata in energia elettrica, grazie all'azione di un alternatore trifase. Tale macchina rotante produce energia elettrica sotto forma di corrente alternata secondo la legge fisica dell'induzione elettromagnetica di Faraday-Neumann.




Acqua cheta rompe i ponti

Malgrado l'Acqua possa essere considerata uno dei più preziosi alleati dell'uomo per produrre energia senza danneggiare l'ambiente, questa può anche portare a cedimenti e alla successiva distruzione di opere urbanistiche. I corsi d'acqua possono erodere tutti i materiali che incontrano lungo il loro percorso, una debole pioggia o un qualsiasi evento temporalesco può portare alla graduale erosione delle rocce, ma anche di tutte le superfici metalliche che costituiscono ponti e viadotti. 
La forza dell'Acqua in grado dunque di distruggere l'opera di un ingegnere. 

Crollo viadotto A6 Torino - Savona causa maltempo

Milano, Via Giambellino allagata a causa dello scoppio di un tubo dell'acqua

Crollo Ponte Morandi a Genova, 14 Agosto 2018

 Sitografia:





mercoledì 6 maggio 2020

Come funziona una centrale idroelettrica?




0:03  Come nasce l'energia? Alla scoperta di una centrale idroelettrica, IL POTERE DELL'ACQUA
0:36  Come nasce l'energia? Alla scoperta di una centrale idroelettrica, COME FUNZIONA
2:58 Come nasce l'energia? Alla scoperta di una centrale idroelettrica, LO SAPEVI CHE

sabato 2 maggio 2020

One man. One march. One speech. One dream

Primo piano di Martin Luther King Jr., scattato nel 1960

"No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente"


Un discorso irripetibile

Uno dei discorsi più conosciuti del XX secolo, l'orazione simbolo della lotta contro il razzismo negli Stati Uniti. È proprio in questo discorso irripetibile in cui l'attivista statunitense esprimeva il suo desiderio che un giorno la popolazione nera avrebbe goduto degli stessi diritti riconosciuti ai bianchi che emerge l'affermazione sopra riportata. Gli uomini potranno essere soddisfatti solo quando tutti si vedranno riconosciuta la propria dignità, solo quando la giustizia scorrerà fluida come l'Acqua

Ecco come bisogna essere: bisogna essere come l'Acqua

Lao Tzu, filosofo della Cina Imperiale del VI secolo a.C. 




"Ecco come bisogna essere! Bisogna essere come l’acqua.
Niente ostacoli – essa scorre.
Trova una diga, allora si ferma.
La diga si spezza, scorre di nuovo.
In un recipiente quadrato, è quadrata.
In uno tondo, è rotonda.
Ecco perché è più indispensabile di ogni altra cosa.
Niente esiste al mondo più adattabile dell’acqua.
E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei."
 
  
"Nel mondo nulla è morbido e debole quanto l’acqua, ma nel lavorare il solido e il forte nulla è in grado di superarla"

mercoledì 29 aprile 2020

STEP #12: Dal pensiero medioevale al pensiero moderno

Per analizzare a fondo il significato del termine "Acqua" non è sufficiente pensare all'utilizzo pratico di questo elemento nella vita quotidiana. È anche necessario approfondire le sue declinazioni simboliche.  In particolare, a livello iconografico l'Acqua ha da sempre rivestito un ruolo primario della liturgia cristiana, soprattutto come simbolo di purificazione, di catarsi spirituale.

"Di lui è il mare ed egli lo ha creato e le sue mani hanno fissato la terra. Ma coloro, i quali ammettono che col termine di acque poste sopra i cieli si devono intendere gli angeli, sono indotti a questa teoria dalla legge dei pesi degli elementi e non riescono a capacitarsi che sia stato possibile collocare la natura fluida e pesante delle acque nelle parti più alte del mondo"


La Città di Dio, Sant'Agostino, 426 d.C.
In tale contesto viene dunque spontaneo analizzare il termine protagonista del blog nella Filosofia Medioevale, il primo grande ripensamento della filosofia classica greca e latina, in seguito alla nascita del Cristianesimo. Esponente più noto di questa stagione filosofico-teologica è senza dubbio Sant'Agostino d'Ippona, padre della Chiesa e vescovo neoplatonico che fu in grado di coniugare perfettamente la filosofia greca con la fede cristiana. Nella "De civitate dei" o meglio conosciuta come la "Città di Dio" leggiamo quella che è la considerazione di Sant'Agostino sull'Acqua. Egli si scaglia contro coloro che negano la genealogia di questo composto da parte di Dio. Questi, basandosi sulla densità dei corpi, non comprendono come l'Acqua pesante possa occupare le parti più alte dei cieli. La posizione sopraelevata dell'Acqua nel cielo ci fa tuttavia comprendere l'importanza che essa riveste nella vita di ogni essere umano.



L'Acqua nell'età moderna 
Il Bonheur lacustre e il Malheur oceanico


Il concetto di Acqua nella Filosofia Moderna è approfondito in maniera significativa dal filosofo, scrittore e musicista svizzero Jean Jacques Rousseau. L'opera del filosofo calvinista è infatti attraversata da un'evidente predilezione per l'elemento acquatico, ravvisabile già nel XII libro de "Le confessioni". In tale contesto l'Acqua viene descritta come elemento affascinante che non si può definire.
«Ho sempre amato l’acqua con passione, e mi basta vederla per immergermi in una fantasticheria deliziosa» 
Jean-Jacques Rousseau (Ginevra, 1712 - Ermenonville, 1778)
Senza analizzare la frase da un punto di vista psicologico, è facile comprendere l'effetto e la forte evidenza simbolica che particolari paesaggi possono assumere. Un paesaggio può alimentare un sentimento nostalgico, produrre forti emozioni dell'animo del singolo individuo. Tuttavia, come afferma Rosseau nulla è paragonabile al distendersi su una barca, al lasciarsi cullare dalle onde di un fiume e al rivolgere gli occhi al cielo e alla trasparente e limpida distesa d'acqua che ci circondano.  
Una preferenza tale da non potere semplicemente derivare dalle vicissitudini personali di Rousseau. 

Già nel 1747, ben trentacinque anni prima dalla pubblicazione delle Confessioni, il filosofo svizzero aveva iniziato la sua analisi sull'Acqua. All'interno de "Les Institutions chimiques" , un monumentale scritto giovanile molto trascurato dalla critica, egli aveva messo in luce la natura bivalente di tale composto chimico. 
Una sostanza difficile da indagare, la più importante per la sopravvivenza delle "vere macchine idrauliche", ossia gli uomini, caratterizzata dalla trasparenza

Ma per quale motivazione Jean-Jacques Rousseau mette l'accento su tale caratteristica?
Si tratta di una peculiarità in cui convergono e si armonizzano le istanze scientifiche ed etiche: la trasparenza è infatti causata dalla fluidità di tutti quegli elementi contraddisti da un'unione immediata. Da queste poche considerazioni si comprende dunque il ruolo da protagonista dell'elemento acquatico nella vita rousseauiana, ma non solo. La vista del paesaggio ginevrino , i suoi laghi in cui rifugiarsi dall'odissea quotidiana sono solo alcune scene che permettono all'uomo di trovare un porto sicuro dalle tempeste che ogni giorno si ritrova ad affrontare.  

Prometeo, il primo ingegnere filosofo

È straordinario pensare come la questione della tecnica, un tema che ci appare particolarmente moderno, fosse già discusso ai tempi dell'Antica Grecia. Ebbene si: se leggiamo qualche pagina del Protagora di Platone, ci rendiamo immediatamente conto di come la perizia tecnica fosse già argomento di dialogo filosofico nel IV secolo a.C. 

Prometeo sottrae il fuoco e la perizia tecnica per donarli al genere umano

All'interno del dialogo platonico, in cui si critica il processo educativo caratteristico dei sofisti, si pone l'accento su quello che è il mito greco di Prometeo ed Epimeteo, figli del titano Giapeto, incaricati da Zeus di distribuire equamente le qualità degli dei tra le razze animali destinate a venire al mondo. Epimeteo pregò il fratello Prometeo di lasciargli svolgere questo compito autonamamente. "Dopo che avrò distribuito, disse, tu verrai a controllare". Egli distribuì le varie doti naturali a ogni razza animale al fine di evitare la loro estinzione. A coloro che risultavano essere più deboli conferì velocità per fuggire da coloro che invece erano stati dotati di forza, a coloro che erano facili prede donò immensa prolificità e distribuì ad ognuno strumenti per difendersi dalle intemperie stagionali.

Ma Epimeteo, dotato di scarsa lungimiranza, aveva consumato tutte le possibilità in favore degli animali privi di intelletto. L'uomo era rimasto nudo e inerme, senza armi per difendersi e dunque sopravvivere. Sopraggiunse così Prometeo che, resosi conto della problematica, rubò il fuoco e la perizia tecnica ad Efesto e ad Atena per donarli all'uomo. Quest'ultimo avrebbe così avuto la possibilità di sopravvivere e riprodursi. Gli uomini vennero poi dotati di Aidos (Αἰδώς) e Dike (Δίκη).


Un mito particolarmente attuale

 

Il mito di Prometeo ed Epimeteo racchiude in sè innumerevoli significati di fondamentale rilevanza nella vita odierna. Epimeteo (dal greco Ἐπιμηθεύς, ossia "colui che riflette in ritardo") diviene il simbolo dell'uomo privo di lungimiranza, colui che agisce senza riflettere e si trova poi ad affrontare difficoltà non irrilevanti. Prometeo (dal greco Προμηθεύς, cioè "colui che riflette prima") è invece il simbolo del progresso e della potenza del sapere. Come suggerisce il titolo di questo post egli può essere inteso come il primo ingegnere filosofo, colui che si interroga continuamente e che porta avanti quella che è la ricerca filosofica.

Tuttavia ciò che ci porta a riflettere è quel ribaltamento che si è verificato nella condizione umana. L'uomo è stato dotato di "arti tecniche" per sopravvivere, ma oggi sembra che sia la tecnica ad essere padrona dell'uomo. Egli è divenuto un semplice meccanismo di quel apparato tecno-scientifico che si trova costantemente costretto ad alimentare poter vivere.


Sitografia:


Una riflessione sullo statuto della Tecnica

Negli ultimi trent'anni il mondo ha subito un cambiamento radicale e sconvolgente. Dal 1989, anno in cui un giovane di nome di Tim-Berners Lee portò alla nascita del World Wide Web, il mondo è stato soggetto ad una crescita esponenziale. Un progresso incontrollato in cui la tecnologia è entrata a far parte delle nostre vite, senza che molti di noi se ne rendessero conto. Ma la riflessione di oggi non mira ad essere un breve excursus sulla storia della Tecnologia, quanto una disquisizione sullo statuto della Tecnica nel mondo contemporaneo. 

Rapporto uomo - macchina: un rapporto di parità


Oggi siamo forse giunti ad un punto di non ritorno, in cui la tecnica da "mezzo" che era è divenuta "fine". Se un tempo gli uomini si interrogavano su cosa si potesse fare con la tecnica, oggi la domanda che ci possiamo porre è: "Che cosa la tecnica può fare di noi?". Un interrogativo che incute timore in quanto fa presagire un inevitabile dominio della tecnica sull'essere umano. Molti riflettono giustamente sul processo di continua robotizzazione e digitalizzazione che potrebbe comportare una concezione differente di lavoro e che dunque potrebbe sostituire gli umani all'interno dei loro uffici. Da una parte dunque si hanno coloro che vedono nella tecnica un elemento che potrà soppiantare l'uomo, dall'altre parte invece coloro che considerano attuale un perfetto connubio tra uomo e tecnica. Ciò a cui bisogna prestare attenzione può essere riassunto una breve affermazione: noi umani non dobbiamo divenire strumenti e meccanismi a disposizione della Tecnica, ma dobbiamo instaurare con essa un rapporto di perfetta parità. Non dobbiamo in alcun modo divenire schiavi della Tecnica.


    
Umberto Galimberti (Monza, 2 Maggio 1942)
Di interesse rilevante diviene in tale ambito "Psiche e techne, L'uomo nell'età della tecnica",  opera di Umberto Galimberti. Il filosofo e sociologo lombardo pone l'accento in maniera piuttosto netta su quello che il rapporto tra uomo e tecnica. Già secondo la tradizione greca (si pensi al mito di Prometeo ed Epimeteo), l'uomo, privo di istinti, è stato dotato di perizia tecnica per adattarsi al mondo. Ma se prima la tecnica era modesta e l'uomo aveva la possibilità di ritenerla al suo servizio, oggi la tecnica è divenuta l'ambiente in cui viviamo. Siamo noi uomini ad essere soli e semplici funzionari dell'apparato tecnico. Svolgiamo algoritmi in maniera razionale, eliminando completamente la nostra natura passionale. Si è ormai giunti ad una disumanizzazione, in cui la tecnica è divenuta il fine ultimo da raggiungere, il fine della nostra esistenza.


La tecnica è passata dall'essere mezzo di produzione all'essere il fine del processo produttivo. Un discorso che può sembrare estremo, ma che mette in luce la verità, la condizione in cui viviamo. Se ci rassegniamo alla tecnica, finiremo per essere tiraneggiati da essa più di quanto lo siamo ora.