| 200 anni di Infinito - Ventidue voci per ventidue versi immortali |
"L’acqua è la forza che ti tempra,/ nell’acqua ti ritrovi e ti rinnovi" (Eugenio Montale)
Visualizzazione post con etichetta Filosofia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Filosofia. Mostra tutti i post
giovedì 28 maggio 2020
Il dolce naufragare di Giacomo Leopardi
Una breve introduzione
L'Infinito è una delle liriche più famose di Giacomo Leopardi, maggiore poeta e filosofo italiano dell'Ottocento. Un idillio costituito da 15 endecasillabi sciolti in cui la descrizione del paesaggio risulta strettamente legata allo stato d'animo umano. Connotata da un forte intimismo lirico, la lirica si può dividere in due sezioni: una prima dedicata alla raffigurazione del paesaggio di Recanati e una seconda in cui il filosofo si perde nell'infinito. Attraverso l'uso dell'immaginazione, egli è in grado di valicare quella siepe che esclude, ostacola il suo sguardo. Al di là di essa egli ritrova spazi dalla lunghezza senza limiti, silenzi sovraumani e una quiete profondissima.
15 versi: il racconto di un processo interiore
![]() |
| Il secondo manoscritto autografato de "L'Infinito" |
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.
L'Acqua ne "L'Infinito" leopardiano
Se all'interno dello Zibaldone ritroviamo dei riferimenti diretti all'elemento acquatico, così non accade nella lirica più celebre del poeta recanatese. Sebbene egli faccia uso di termini che alludono a tale concetto, questo non viene mai pronunciato. Tuttavia, inquadrando la lirica del corretto contesto storico e riflettendo sulla condizione psicologica di Leopardi a noi pervenuta attraverso i suo stessi scritti, è possibile riflettere a lungo sul contenuto della stessa. Ai fini della nostra analisi rilevante è l'ultimo verso in cui appaiono vocaboli, quali naufragar e mare. A differenza dell'accezione comune in cui il naufragare è sinonimo di fallimento, nella poesia leopardiana tale verbo si carica di un significato positivo, tanto da essere definito dolce.
Il naufragare del pensiero del poeta nell'immensità, nell'infinito, è tutt'altro che un evento disastroso. Solo con l'utilizzo dell'immaginazione egli è in grado di valicare i limiti impostagli dalla realtà. Egli può finalmente valicare quella siepe e andare oltre quel caro colle solitario che ha sin dalla nascita contraddistinto la sua esistenza. L'utilizzo quindi di termini legati all'Acqua non è casuale. L'Acqua è un qualcosa in continuo mutamento, un elemento che scorre, che non si arresta davanti agli ostacoli. Essa è in grado di superare anche le sfide più ardue, di erodare anche la pietra più dura...
Il naufragare del pensiero del poeta nell'immensità, nell'infinito, è tutt'altro che un evento disastroso. Solo con l'utilizzo dell'immaginazione egli è in grado di valicare i limiti impostagli dalla realtà. Egli può finalmente valicare quella siepe e andare oltre quel caro colle solitario che ha sin dalla nascita contraddistinto la sua esistenza. L'utilizzo quindi di termini legati all'Acqua non è casuale. L'Acqua è un qualcosa in continuo mutamento, un elemento che scorre, che non si arresta davanti agli ostacoli. Essa è in grado di superare anche le sfide più ardue, di erodare anche la pietra più dura...
STEP #20: Nello Zibaldone di Leopardi
|
| Giacomo Leopardi (Recanati, 1798 - Napoli, 1837) |
L'Acqua nello Zibaldone Leopardiano
In tale contesto non poteva dunque mancare qualche riferimento all'elemento cardine dell'universo, la sostanza che consente la vita sul nostro pianeta.
Ritornando invece allo Zibaldone, numerose sono le affermazioni degne di note. Eccone una di seguito.
"Io era oltremodo annoiato della vita,
sull’orlo della vasca del mio giardino, e guardando l’acqua e
curvandomici sopra con un certo fremito, pensava: s’io mi gittassi qui
dentro, immediatamente venuto a galla, mi arrampicherei sopra
quest’orlo, e sforzandomi di uscir fuori dopo aver temuto assai di
perdere questa vita, ritornato illeso, proverei qualche istante di
contento per essermi salvato, e di affetto a questa vita che ora tanto
disprezzo, e che allora mi parrebbe più pregevole. La tradizione intorno
al salto di Leucade poteva avere per fondamento un’osservazione simile a
questa."
Zibaldone di pensieri (pag.1 - 199), (82 - 83)
Se
ci gettassimo in uno specchio d'acqua e riuscissimo a venire a galla,
forse disprezzeremmo meno la nostra vita. Forse proveremo un'istante di
serenità e di appagamento per esserci salvati dall'annegamento. Se un
istante prima stavamo per perdere la vita, ora ci ritroviamo illesi sulla
terraferma.
![]() |
| Salvarsi dall'innagamento |
STEP #19: L'Acqua del Paradiso nell'isola di Bensalem
![]() |
| Sir Francis Bacon (Londra, 1561 - Londra, 1626) |
Dove si potrebbe collocare il concetto di Acqua nel pensiero utopico se non ne "La Nuova Atlantide" di Francis Bacon? Un'opera pubblicata postuma nel 1627 in cui viene descritta una società felice, basata sulla Ragione e sulla Scienza, un'isola con un qualcosa di sovrannaturale, angelico più che magico. Un luogo in un angolo remoto della Terra abitato da uomini e donne celati e invisibili agli altri come esseri divini. Queste sono alcune delle peculiarità dell'isola di Bensalem, su cui 51 viaggiatori, partiti dal Perù per giungere in Asia, naufragano.
"Fra le altre abbiamo un'acqua che chiamiamo "acqua del Paradiso", poiché, grazie alle operazioni a cui è da noi sottoposta, è assai salutare ed efficace per la conservazione e il prolungamento della vita"Francesco Bacone, La Nuova Atlantide, pag.25
Un
racconto utopico rimasto incompiuto in cui si esalta il dominio e il
progresso della scienza e della tecnica nella società. Un'istituzione
intellettuale, il fiore all'occhiello di un'isola immaginaria
nell'Oceano Pacifico, in cui vengono svolti esperimenti e si introducono
innovazioni. Qui, nella Casa di Salomone
o anche detta "Collegio delle Opere dei Sei Giorni" si studiano i
fenomeni naturali e le opere di Dio. Qui si producono nuovi medicinali, si elaborano strumenti tecnici all'avanguardia, si depura l'acqua
salata per renderla dolce... Un'isola laboratorio, paradiso della
Tecnica, in cui si tenta di migliorare la vita di ogni cittadino.
E proprio in tale contesto viene esaltata la virtù dell'Acqua, il composto chimico in grado di nutrire gli esseri viventi, capace di migliorare e dunque di prolungare la loro esistenza. Non a caso il filosofo inglese si riferisce a tale composto parlando di "Acqua del Paradiso", al fine di indicare e sottolineare le sue proprietà benefiche. L'Acqua è descritta come un qualcosa che detiene un potere innato che permette di alimentare e conservare a lungo le membra umane e quelle di ogni altro essere vivente terrestre o acquatico.
E proprio in tale contesto viene esaltata la virtù dell'Acqua, il composto chimico in grado di nutrire gli esseri viventi, capace di migliorare e dunque di prolungare la loro esistenza. Non a caso il filosofo inglese si riferisce a tale composto parlando di "Acqua del Paradiso", al fine di indicare e sottolineare le sue proprietà benefiche. L'Acqua è descritta come un qualcosa che detiene un potere innato che permette di alimentare e conservare a lungo le membra umane e quelle di ogni altro essere vivente terrestre o acquatico.
![]() |
| New Atlantis, La Nuova Atlantide, di Francis Bacon |
martedì 26 maggio 2020
STEP #18: La Vita che sempre scorre
L'Acqua, da sempre ritenuta elemento chiave del cosmo, ricopre un ruolo fondamentale nel campo filosofico. Dall'Archè di Talete al "Panta rhei" di Eraclito, dall'acqua sublunare di Aristotele sino alla concezione dell'Acqua nella Filosofia Contemporanea. Insomma Acqua e Filosofia, un amore iniziato 26 secoli fa.
| ||
| Paul Gerhard Natorp (Düsseldorf, 1854 - Marburgo, 1924) |
L'elemento Acqua può essere ravvisato in maniera evidente nel pensiero di Paul Gerhard Natorp, filosofo e pedagogista tedesco cofondatore della Scuola di Marburgo. Insoddisfatto delle filosofie positivistiche e naturalistiche di fine Ottocento, si dedicò alla studio della Filosofia Kantiana, aderendo in tal modo al Neokantismo. Ne "I fondamenti logici delle scienze esatte", opera risalente al 1910, Natorp mostra la sua concezione di intendere il fatto, ossia gli oggetti di cui si occupa la scienza. I fatti sono un qualcosa in eterno divenire, non sono un qualcosa di fisso e definibile determinatamente. L'oggetto del sapere scientifico non è definibile e non può essere descritto così come appare ai nostri sensi. Il fatto racchiude in sè un'essenza inesauribile ed è compito della ricerca indagare su di esso. Questa sarà una ricerca infinita, in quanto l'oggetto non è un dato preesistente all'indagine, ma un qualcosa in continuo mutamento.
"[…] 'comprendere' non significherà giungere col pensiero a un punto fermo, ma al contrario, togliere nuovamente nel movimento quell'apparente punto fermo. 'Mi si è fermato il cervello', recita il linguaggio popolare per dire che non si capisce nulla; anch'esso ha dunque coscienza del fatto che l'intelletto è movimento, che l'immobilità equivale al non comprendere […] il 'fatto' della scienza deve essere inteso solo come 'fieri'. Quel che importa è ciò che si va facendo, non ciò che si è fatto. Il 'fieri' solo è il fatto; tutto l'essere che la scienza cerca di 'stabilire' deve risolversi di nuovo nel flusso del divenire. E di questo divenire, ma soltanto di esso, si può dire che è".
Factum e fiĕri nella Filosofia di Paul Gerhard Natorp
Necessario è sottilineare il termine fieri. Come riportata dal dizionario Treccani, con tale vocabolo si intende una sostantivazione del verbo latino fiĕri, ossia l'essere fatti, il diventare. Si tratta di un qualcosa che è in via di produzione o di ideazione o che deve ancora farsi. Il factum è un qualcosa che si modifica continuamente, un continuo movimento esattamente come un corso d'acqua. Secondo Paul Natorp la coscienza è un flusso, è la vita che sempre scorre.
L'influenza di Natorp sul pensiero di Husserl
![]() |
| Edmund Gustav Albrecht Husserl (Prostějov, 1859 - Friburgo in Brisgovia, 1938) |
Il pensiero del filosofo neokantiano riguardo il flusso, la corrente di coscienza esercitò una significativa influenza sulla dottrina fenomenologica di Edmund Gustav Albrecht Husserl. Sulla linea del filosofo francese Henri-Louis Bergson, il filosofo austriaco, naturalizzato tedesco, descrivi l'analisi del tempo come "il più difficile problema fenomenologico". Che cos'è il tempo? Dobbiamo distinguere tra il "tempo degli orologi" e il "tempo della coscienza"?
L'analisi husserliana parte da tre concetti cardine:
- Unzeitlichkeit, l'atemporalità;
- Überzeitlichkeit, la sopra-temporalità;
- Vorzeitlichkeit, la pre-temporalità.
Come si legge nell'opera "Vorlesungen zur Phänomenologie des inneren Zeitbewusstseins", infiniti sono i campi temporali che si estendono nel passato, nel presente e nel futuro. Il flusso di coscienza è inteso da Husserl come un continuo, un qualcosa in eterno divenire. Il tempo non è un oggetto passivo, ma un fatto unico, lineare, infinito e irreversibile.
giovedì 14 maggio 2020
STEP #16: Eraclito, come un fiume che scorre
Panta rhei, il manifesto della filosofia del divenire
Quanti di noi non hanno mai sentito pronunciare il celebre aforisma "tutto scorre"? Una nota proposizione con cui gli eraclitei esprimevano l'eterno divenire della realtà, paragonandola ad un fiume apparentemente identico, ma che in effetti si rinnovava e si trasformava continuamente. Secondo tale concezione filosofica, nessun uomo ha la possibilità di tuffarsi due volte nello stesso fiume poichè l'essere stesso dell'individuo è mutato e le acque del fiume non sono più le stesse dell'istante precedente.
"Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va"
Il pensiero di Eraclito, frammento 91, Hermann Diels e Walther Kranz
![]() | |||||||
| Eraclito, olio su tela, Hendrick ter Brugghen, 1628 |
Ad estremizzare il concetto del flusso incessante che regola la realtà fu però Cratilo, discepolo di Eraclito. Secondo il filosofo ateniese non sarebbe nemmeno possibile attribuire dei nomi alle cose poichè queste si modificano continuamente. E non sarebbe neppure corretto affermare che un uomo possa immergersi una sola volta nello stesso fiume: l'acqua che bagna il tallone non è la stessa che ha bagnato la punta del piede.
Sitografia:
- Filosofico.net, Eraclito di Efeso;
- Treccani, Dizionario di filosofia, Panta Rei, 2009;
- Wikipedia, Cratilo, Vita e pensiero, 2 Maggio 2020;
- Wikipedia, Eraclito, Biografia, Il pensiero, 14 Febbraio 2020.
mercoledì 29 aprile 2020
STEP #12: Dal pensiero medioevale al pensiero moderno
"Di lui è il mare ed egli lo ha creato e le sue mani hanno fissato la terra. Ma coloro, i quali ammettono che col termine di acque poste sopra i cieli si devono intendere gli angeli, sono indotti a questa teoria dalla legge dei pesi degli elementi e non riescono a capacitarsi che sia stato possibile collocare la natura fluida e pesante delle acque nelle parti più alte del mondo"
![]() |
| La Città di Dio, Sant'Agostino, 426 d.C. |
L'Acqua nell'età moderna
Il Bonheur lacustre e il Malheur oceanico
Il concetto di Acqua nella Filosofia Moderna è approfondito in maniera significativa dal filosofo, scrittore e musicista svizzero Jean Jacques Rousseau. L'opera del filosofo calvinista è infatti attraversata da un'evidente predilezione per l'elemento acquatico, ravvisabile già nel XII libro de "Le confessioni". In tale contesto l'Acqua viene descritta come elemento affascinante che non si può definire.
«Ho sempre amato l’acqua con passione, e mi basta vederla per immergermi in una fantasticheria deliziosa»
![]() |
| Jean-Jacques Rousseau (Ginevra, 1712 - Ermenonville, 1778) |
Senza
analizzare la frase da un punto di vista psicologico, è facile
comprendere l'effetto e la forte evidenza simbolica che particolari
paesaggi possono assumere. Un paesaggio può alimentare un sentimento
nostalgico, produrre forti emozioni dell'animo del singolo individuo.
Tuttavia, come afferma Rosseau nulla è paragonabile al distendersi su
una barca, al lasciarsi cullare dalle onde di un fiume e al rivolgere
gli occhi al cielo e alla trasparente e limpida distesa d'acqua che ci
circondano.
Una preferenza tale da non potere semplicemente derivare dalle vicissitudini personali di Rousseau.
Già nel 1747, ben trentacinque anni prima dalla pubblicazione delle Confessioni, il filosofo svizzero aveva iniziato la sua analisi sull'Acqua. All'interno de "Les Institutions chimiques" , un monumentale scritto giovanile molto trascurato dalla critica, egli aveva messo in luce la natura bivalente di tale composto chimico.
Una sostanza difficile da indagare, la più importante per la sopravvivenza delle "vere macchine idrauliche", ossia gli uomini, caratterizzata dalla trasparenza.
Ma per quale motivazione Jean-Jacques Rousseau mette l'accento su tale caratteristica?
Si tratta di una peculiarità in cui convergono e si armonizzano le istanze scientifiche ed etiche: la trasparenza è infatti causata dalla fluidità di tutti quegli elementi contraddisti da un'unione immediata. Da queste poche considerazioni si comprende dunque il ruolo da protagonista dell'elemento acquatico nella vita rousseauiana, ma non solo. La vista del paesaggio ginevrino , i suoi laghi in cui rifugiarsi dall'odissea quotidiana sono solo alcune scene che permettono all'uomo di trovare un porto sicuro dalle tempeste che ogni giorno si ritrova ad affrontare.
venerdì 10 aprile 2020
STEP #08: Il mistero dei poliedri regolari nel "Timeo" di Platone
"Ne segue, dunque, logicamente e verisimilmente, che la figura solida della piramide sia elemento e semenza del fuoco (tetraedro), mentre la seconda, in ordine di generazione, diciamo che sia l'elemento dell'aria (ottaedro), terza quello dell'acqua (icosaedro). Certo, tutte queste figure bisogna concepirle tanto piccole che nessuna delle singole parti di ciascuna specie, appunto per la sua piccolezza, possa essere veduta da noi, mentre, agglomerandosene molte insieme, si vedono le loro masse. Quanto poi ai rapporti matematici relativi ai loro numeri, ai loro movimenti e a tutte le altre loro proprietà, Dio dopo avere ovunque compiuto queste cose esattamente, nella misura in cu la natura della necessità si lasciava spontaneamente persuadere, le unì tutte in proporzione e armonia."
![]() |
| Manoscritto medioevale con la traduzione del Timeo in latino ad opera di Calcidio (IV secolo d.C.) |
All'interno del "Timeo", dialogo della tarda maturità, Platone discute la genesi del cosmo, della sua sostanza amorfa, caotica e priva di determinazione. Evidentemente influenzato dai pitagorici e da Empedocle di Agrigento, il filosofo afferma che tutta la realtà si è originata da 4 elementi fondamentali. Ogni elemento è costituito da triangoli, le parti minime e non ulteriormente divisibili.
L'Acqua viene identificata con l'icosaedro, il poliedro regolare costituito da 20 facce e 12 vertici. Ma perchè scegliere l'icosaedro per rappresentare l'elemento alla base della nostra vita? Se la Terra è l'elemento soggetto al minor movimento e dunque viene lei assegnata una forma cubica, l'acqua è il secondo elemento meno mobile. Il Fuoco e l'Aria sono certamente soggetti a maggiori fluttuazioni.
L'icosaedro, solido stabile, regolare, viene così attribuito all'Acqua.
Rappresentando un icosaedro e osservandolo da diverse prospettive, è infatti possibile notare come questo assuma forme differenti. Modificando angolazione, sembra quasi di aver disegnato più solidi differenti. L'acqua è come un icosaedro. Cambia forma a seconda di come la contempliamo. Da una parte il corso di un fiume inoffensivo, dall'altra violente catastrofi naturali.
Nella sezione Mitologia è possibile appronfondire tale argomento, osservando come il termine "sotto inchiesta" faccia la sua comparsa ne "La Repubblica" di Platone.Approfondimento:
Sitografia:
- OUSIA.it, Cosmologia, Testi, Sul Timeo di Platone;
- OUSIA.it, Testi Di Filosofia, Testi PDF, Platone, Timeo;
- Filosofico.net, Il TIMEO di Platone;
- Storia dell'Arte tra Simbolo e Mito, Arte e Simbolo, Significato simbolico delle Figure Geometriche, Significato dei Solidi Platonici - Introduzione, Proprietà e peculiarità dei Solidi Platonici;
- DISF.org, Documentazione Interdisciplinare di SCIENZA e FEDE, Valentina Zaffino, Timeo, Struttura e contenuto dell'opera, La teoria delle idee e la formazione del cosmo;
- Ariannaeditrice.it, Francesco Lamendola, Il mistero dei poliedri regolari nella teoria platonica del «Timeo», 10 Ottobre 2011;
- Dichesegnosei.it, Storia dell'astrologia, Socrate e il Timeo di Platone.
venerdì 3 aprile 2020
STEP #06: L'acqua e le sue declinazioni simboliche
E' ora di rintracciare il tema dell'Acqua nel mondo della Letteratura e di andare a fare luce su tutte le valenze simboliche che essa ha rivestito e che riveste tuttora.
![]() |
| Prima edizione di "Fontamara" pubblicata in Svizzera nel 1933 |
In tale contesto l'acqua diviene elemento fondamentale per la vita dei fontamaresi. Sfruttando l'ignoranza e l'analfabetismo dei cittadini, viene fatta firmare loro una "carta in bianco" che autorizza l'esproprio dell'acqua per l'irrigazione a favore dei fertili possedimenti dell'Impresario.
L'acqua diviene così il simbolo dell'oppressione dei poveri da parte di coloro che rivestono le classi più alte della società e il loro successivo desiderio di riscatto. Il titolo non è causale: l'Acqua, comunemente intesa come elemento di purezza per eccellenza, viene caricata di amarezza e negatività. Fontamara significa letteralmente "luogo di amarezze e sofferenze".
|
| Edizione originale "Liquid Modernity", 1999 |
Avvicinandosi ai giorni nostri, non possiamo non citare la concezione di postmodernità di Zygmunt Bauman.
Un'intuizione estremamente attuale che concepisce il mondo odierno come in continuo mutamento. Oggi ogni aspetto della nostra società può essere continuamente rimodellato. Una società privi di confini, flessibile, vulnerabile e incerta. Una società liquida che, esattamente come l'acqua che assume la forma del contenitore, è chiamata ad adattarsi continuamente ai cambiamenti.
"Abbandonate ogni speranza di totalità, futura come passata, voi che entrate nel mondo della modernità liquida"
Approfondimenti:
Sitografia:
- Wikipedia, Fontamara, Trama, Vicende editoriali, Edizioni, 18 Marzo 2020
- L'Espresso, Opinioni, La bustina di Minerva, La società liquida, 29 Maggio 2015
- WeSchool, Novecento, Ignazio Silone, "Fontamara": riassunto della trama e analisi,
- Welfare Cremona Network, Rubriche Notizie, Racconti, Silone. Privatizzazione dell'acqua a Fontamara, 12 Giugno 2011
- GenerazioneZero, Alice Speranza, Fontamara, 7 Giugno 2011
- Wikipedia, Zygmunt Bauman, Biografia, Società liquida, Omogeneizzarsi, 29 Marzo 2020
- Sociologicamente.it, Zygmunt Bauman: l'avvento della società liquida, 9 Novembre 2016
- Pillole di Antropologia, Chiara Carletti, Modernità liquida - Z. Bauman, 26 Dicembre 2017
- Editori Laterza, Catalogo, Schede, Modernità liquida
domenica 29 marzo 2020
ll fiume dell'oblio tra Mitologia e Letteratura
![]() |
| Platone (Atene, 428/427 a.C. - Atene, 348/347 a.C.) |
Nel X libro de "La Repubblica" viene narrato "Il Mito di Er", uno dei miti più suggestivi e affascinanti dell'intera produzione platonica. Un mito in cui si indaga sul destino ultimo dell'umanità e del singolo individuo, dunque un mito escatologico.
Protagonista è Er, figlio di Armenio, un giovane e valoroso guerriero della Panfilia, disceso nell'oltretomba per conoscere i misteri della reincarnazione delle anime.
"Quando al decimo giorno, si portarono via dal campo i cadaveri decomposti, fu raccolto intatto e ricondotto a casa per essere sepolto. Al dodicesimo giorno, quando già si trovava disteso sulla pira, ritornò in vita e raccontò quella che aveva visto laggiù"
La Repubblica, X, 614b (pag. 130)
![]() |
| Ananke e le tre Moire: Cloto, Lachesi e Atropo |
La sua anima si era unita a molte altre e insieme ad esse si era diretta verso il fondo di una valle. La moltidudine di anime si presentava quindi al cospetto dei giudici della vita che, sulla base delle azioni compiute in passato, avrebbero deciso il destino di ognuna.
I giudici affiggevano sul petto di ogni singola anima giusta e sulle spalle di ogni singola anima malvagia la sentenza.
In seguito ad un periodo di castigo, le anime giungevano al cospetto della dea del destino e della necessità inalterabile, Ananke e alle sue tre figlie, le tre Moire.
![]() |
| Le tre Moire: le tessitrici della vita |
Le anime si incamminavano infine attraverso la deserta pianura del LETE. Qui si sarebbero abbeverate dell'acqua dell'oblio e avrebbero dimenticato ciò che avevano vissuto nel Regno dei Morti. Er non bevve l'acqua del Lete e, risvegliatosi sulla pira funebre, ebbe l'opportunità di raccontare ai vivi la sua esperienza passata. Er aveva conservato la sua memoria.
Il mito di Er nella Letteratura
![]() |
| Dante immerso nelle acque del Lete |
Matelda fa immergere il poeta nelle acque del Lete per fare in modo che egli dimentichi il Male compiuto sulla Terra e sia dunque pronto a rivedere le stelle. Solo dopo si disseterà con le acque dell'Eunoè che consentiranno lui di ricordare tutto il Bene fatto nella vita terrena.
"La bella donna ne le braccia aprissi; / abbracciommi la testa e mi sommerse / ove convenne ch'io l'acqua inghiottissi."
La Divina Commedia, Purgatorio, Canto XXXI, (100 - 102)
Bibliografia:
- Loescher Editore Torino, Dante Alighieri, La Commedia, Testo integrale, a cura di Robert Hollander e Simone Marchesi.
Sitografia:
- Wikipedia, Mito di Er, Racconto, Interpretazione del mito, 22 Febbraio 2020
- Wikpedia, Moire, Il mito, I nomi, 19 Marzo 2020
- Treccani, Enciclpoedia Online, Ananke
- Il Mito di Er, L'analisi del mito, 24 Febbraio 2016
- CARTALIBERA, Opinioni liberali - Direttore Edoardo Croci, Giorgio Castriota Santa Maria Bella, Giustizia, Politica naz., Le acque del Lete e dell'Eunoè e gli uomini politici, 13 Febbraio 2012
- La Divina Commedia, Purgatorio, Canto XXXI, Testo
venerdì 20 marzo 2020
Talete: Tutto è acqua
![]() |
| Cartina geografica mondiale, simbolo del World Water Day |
Talete, considerato il primo filosofo del pensiero occidentale, identifica nell'acqua il "ἀρχή", ossia il principio primo da cui tutte le cose hanno avuto origine. Il cibo di ogni essere vivente è costituito da acqua, i semi di tutte le cose hanno una natura umida, il corpo degli umani è composto per più del 60% da acqua... Il filosofo di Mileto sosteneva inoltre che persino il caldo derivasse dall'umido e che vivesse di esso. L'acqua era dunque la legge del cosmo.
![]() |
| Talete di Mileto |
Il filosofo greco, considerato uno dei Sette Savi dell'Antica Grecia, arrivò a teorizzare che la Terra galleggiasse sull'acqua esattamente come un ciocco di legno.
L'acqua era il substrato, ciò che giaceva in posizione sottostante e al di sopra del quale era possibile ereggere, edificare il Mondo.
Egli immaginava il nostro pianeta come un disco piatto e impermeabile in grado di spostare una quantità d'acqua tale da consentire il suo galleggiamento.
L'acqua era il substrato, ciò che giaceva in posizione sottostante e al di sopra del quale era possibile ereggere, edificare il Mondo.
Egli immaginava il nostro pianeta come un disco piatto e impermeabile in grado di spostare una quantità d'acqua tale da consentire il suo galleggiamento.
"Talete, iniziatore di questo tipo di filosofia, dice che quel principio è l’acqua (per questo afferma anche che la Terra galleggia sull’acqua), desumendo indubbiamente questa sua convinzione dalla constatazione che il nutrimento di tutte le cose è umido, e che perfino il caldo si genera dall’umido e vive nell’umido"
(Aristotele, Metafisica, 983b)
Iscriviti a:
Post (Atom)


















